Con le fintech più alleanze e conti online - Con le fintech più alleanze e conti online

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Con le fintech più alleanze e conti online

16.03.2020
L'Economia del Corriere della Sera. Intervista a cura di Alessandra Puato

Intervista Romano Stasi, Segretario Generale ABI Lab

Sarà l’anno del vero confronto fra banche e fintech. E «la strada prevalente è quella delle alleanze», dice Romano Stasi, Segretario Generale di ABI Lab.


Dalle piccole startup alle big five - Amazon, Facebook, Apple, Google, Alibaba - la presenza delle fintech non si può ignorare, su tutti i servizi. Come stanno affrontando
questa concorrenza le banche?

«È sempre più evidente che l’innovazione nel settore bancario si fa insieme con operatori esterni alla banca. Il 90 per cento delle grandi banche e il 64% dell’intero settore ha avviato partnership con le fintech, dice la nostra indagine appena conclusa su un campione di 22 banche, e il 40% dei grandi gruppi ha anche investito nel loro capitale».


Dove si avverte la pressione maggiore?

«Sui pagamenti elettronici offerti da molti nuovi attori, anche se allo stesso tempo sempre più usati, vediamo un mercato che si allarga.
Poi c’è il credito dove le fintech stanno trovando nuove forme di garanzia. Amazon,
per esempio, concede prestiti in funzione del fatturato che un’azienda genera attraverso i suoi canali di vendita. Ma aumenta anche la pressione sul digital banking, con gli istituti digitali che sono transnazionali. Si stanno riducendo le differenze normative tra i Paesi, è più facile avere un’offerta senza frontiere solo digitale. Le alleanze con le fintech possono aprire a mercati internazionali».

 

Scenderanno i costi per i clienti?

«Ci aspettiamo l’impennata dell’offerta e della competizione dei servizi online. A partire dal conto corrente: sarà sempre più facile aprirlo e gestirlo sul web».

 

Come va con l’apertura dei dati alle terze parti, prevista dalla direttiva Psd2?

«C’è ancora poca attività. Da settembre le piattaforme di dialogo fra banche e fintech
per l’open banking ci sono e tutte le banche mettono a disposizione i dati. In Italia abbiamo Cbi Globe, Fabrick, Cedacri, Sia. I soggetti prestatori di servizi a gennaio erano 23 , molti di questi sono banche. Si aiuterà il cliente, per esempio, a vedere tutti i propri conti insieme. Ma ricordo che per rendere disponibili i dati serve l’autorizzazione del cliente».

 

E la sicurezza dei correntisti?

«Prioritaria. Il 65% delle banche del nostro campione prevede di aumentare gli investimenti sulla cybersecurity e sull’esperienza d’uso della banca, sia per l’Internet banking sia per il mobile banking. Altre spinte saranno sulla blockchain, che con ABI Lab stiamo applicando ai movimenti interbancari con il progetto Spunta, e sulle nuove applicazioni per l’intelligenza artificiale, per esempio sull’help desk interno e l’assistenza ai clienti».

 

L’emergenza sanitaria attuale farà aumentare l’uso delle banche online o potrà ridurre gli investimenti delle banche?

«Gli eventi che stiamo vivendo cambiano le prospettive,magli investimenti programmati sul digitale saranno portati avanti».