
Marco Rotoloni
Marco Rotoloni

Daniele Cannarile
Daniele Cannarile

Valeria Mari
Valeria Mari


QUANDO UN ROBOT NON BASTA: cosa vuol dire, davvero,trasformare le Operations
Per anni trasformare un processo ha voluto dire una cosa sola: automatizzare!
Un passaggio alla volta, un task dopo l'altro, per ridurre tempi ed errori e consentire alle risorse interne di alleggerirsi da attività ripetitive e dedicarsi a compiti di maggior valore.
L'arrivo dell'Intelligenza Artificiale, all'inizio, sembrava poterne essere l'ultimo capitolo del percorso avviato con la robotica e con le tante automazioni costruite negli anni.
Le esperienze delle banche, però, stanno mettendo in luce un particolare importante. Nei processi operativi complessi, nessuna tecnologia (AI compresa) produce valore da sola: lo produce solo quando entra in una catena di processo governata, in cui sistemi e persone lavorano insieme in modo coordinato, sinergico, orchestrato.
Quest'anno l'Osservatorio Operations in Banca ha selezionato tre processi emblematici nel percorso di trasformazione operativa (Mutui, Pignoramenti e KYC/AML) e ha intervistato nove banche "Champion" che si sono distinte per aver realizzato alcune tra le esperienze di maggior successo nell'industrializzazione dei processi, anche attraverso l'AI. Sono emersi alcuni imperativi comuni:
In sostanza, il punto non è quanta tecnologia si introduce, ma come la si compone. È qui che la trasformazione delle Operations cambia natura: dall'automazione del singolo task alla progettazione di un processo ibrido, in cui tool tecnologici, modelli di AI e competenze umane si distribuiscono lungo l'intero ciclo di vita della pratica.
In questo quadro, il tema della misurazione resta centrale, ma evolve: non conta solo la produttività di ogni task, ma il risultato del processo end-to-end. Non solo l'efficienza, ma anche le misure di valore equalità verso il cliente.
QUANDO UN ROBOT NON BASTA: cosa vuol dire, davvero,trasformare le Operations
Per anni trasformare un processo ha voluto dire una cosa sola: automatizzare!
Un passaggio alla volta, un task dopo l'altro, per ridurre tempi ed errori e consentire alle risorse interne di alleggerirsi da attività ripetitive e dedicarsi a compiti di maggior valore.
L'arrivo dell'Intelligenza Artificiale, all'inizio, sembrava poterne essere l'ultimo capitolo del percorso avviato con la robotica e con le tante automazioni costruite negli anni.
Le esperienze delle banche, però, stanno mettendo in luce un particolare importante. Nei processi operativi complessi, nessuna tecnologia (AI compresa) produce valore da sola: lo produce solo quando entra in una catena di processo governata, in cui sistemi e persone lavorano insieme in modo coordinato, sinergico, orchestrato.
Quest'anno l'Osservatorio Operations in Banca ha selezionato tre processi emblematici nel percorso di trasformazione operativa (Mutui, Pignoramenti e KYC/AML) e ha intervistato nove banche "Champion" che si sono distinte per aver realizzato alcune tra le esperienze di maggior successo nell'industrializzazione dei processi, anche attraverso l'AI. Sono emersi alcuni imperativi comuni:
In sostanza, il punto non è quanta tecnologia si introduce, ma come la si compone. È qui che la trasformazione delle Operations cambia natura: dall'automazione del singolo task alla progettazione di un processo ibrido, in cui tool tecnologici, modelli di AI e competenze umane si distribuiscono lungo l'intero ciclo di vita della pratica.
In questo quadro, il tema della misurazione resta centrale, ma evolve: non conta solo la produttività di ogni task, ma il risultato del processo end-to-end. Non solo l'efficienza, ma anche le misure di valore equalità verso il cliente.




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