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VISION E MISSION
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
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REPORT DI RICERCA

Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo

Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo

Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo

Quante volte, prima di metterci in viaggio, guardiamo le previsioni del traffico? Non per sapere con certezza cosa accadrà, ma per capire cosa potremmo incontrare e scegliere per tempo il percorso più adatto.

Nel dimensionamento la logica è la stessa. Quando processi, volumi e modalità di lavoro cambiano continuamente, misurare ciò che è già accaduto non basta più. Il tema diventa anticipare l’evoluzione del fabbisogni e utilizzare la previsione per orientare le decisioni prima che gli effetti si manifestino.

È su questa evoluzione che si è concentrato il percorso di ricerca 2026 dell’Osservatorio Processi e Organizzazione. Emergono alcuni indirizzi chiave.

  • DALLA FOTOGRAFIA ALLA PREVISIONE
    Il dimensionamento predittivo non richiede di ricominciare da zero. Indicatori,variabili e regole già utilizzati possono diventare la base del modello futuro,se osservati nel tempo e collegati all’effort effettivamente assorbito.
    Il salto non sta nell’adottare un algoritmo più sofisticato, ma nel trasformare una fotografia periodica nella capacità di anticipare il fabbisogno
    .
    ‍
  • SCEGLIERE DOVE PREVEDERE PRIMA DICOSTRUIRE IL MODELLO
    Non tutti i processi si prestano allo stesso modo. Dati disponibili, volumi elevati, attività ricorrenti e una certa stabilità nel tempo fanno la differenza tra un fenomeno che può essere previsto e uno che deve prima essere reso maggiormente osservabile.
    Modellare dove il processo è già maturo, segmentare dove solo alcune componenti sono prevedibili, costruire una baseline dove mancano ancora dati e osservabilità
    . Il punto non è escludere i processi meno maturi ma comprendere come rappresentarli attraverso dati e relazioni osservabili e renderli adatti per l’applicazione di un modello predittivo.
    ‍‍
  • CON L'AI LA RIFLESSIONE SI SPOSTA DA “QUANTO LAVORO UMANO SERVE” A “COME IL LAVORO VIENE RIPROGETTATO E QUALE MODELLO ORGANIZZATIVO LO SOSTIENE”  
    L’impatto dell’AI sul dimensionamento dipende dalla attività di lavoro trasformata e dal presidio umano necessario per i controlli e la supervisione. Per questo non basta misurare il tasso di automazione: occorre considerare anche livello di revisione umana, tipologia di attività trasformate e rework residuo.

Con l’evoluzione verso GenAI e Agentic AI il cambiamento si estende oltre l’effort: si ridisegnano filiere, passaggi di mano, span of control, ruolo degli esperti e punti di controllo. Il dimensionamento diventa quindi uno strumento per leggere non solo quante risorse servono, ma come evolve il modello operativo e organizzativo. 

Insostanza, prevedere non significa conoscere con certezza il futuro. Significaavere informazioni sufficienti per adattare per tempo capacità operativa,organizzazione e scelte di pianificazione.

A completamento del percorso sul dimensionamento, il report propone anche una lettura più ampia delle trasformazioni organizzative legate all’AI. Una survey condotta con l’AI Hub di ABI Lab mostra un’accelerazione concreta: l’82% delle realtà prevede un aumento del budget AI nel prossimo biennio e nel 41% dei casi la crescita attesa supera il 10%.Parallelamente, si stanno consolidando configurazioni organizzative differenti: nelle realtà di maggiori dimensioni emerge più spesso un modello con presidio centrale e “spoke” distribuiti, mentre nelle realtà più piccole prevalgono configurazioni maggiormente accentrate. Evidenze che certificano la necessità di accompagnare l’evoluzione tecnologica con modelli organizzativi, competenze e meccanismi di governo coerenti con scala e maturità dell’adozione.

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Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo

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Nel dimensionamento la logica è la stessa. Quando processi, volumi e modalità di lavoro cambiano continuamente, misurare ciò che è già accaduto non basta più. Il tema diventa anticipare l’evoluzione del fabbisogni e utilizzare la previsione per orientare le decisioni prima che gli effetti si manifestino.

È su questa evoluzione che si è concentrato il percorso di ricerca 2026 dell’Osservatorio Processi e Organizzazione. Emergono alcuni indirizzi chiave.

  • DALLA FOTOGRAFIA ALLA PREVISIONE
    Il dimensionamento predittivo non richiede di ricominciare da zero. Indicatori,variabili e regole già utilizzati possono diventare la base del modello futuro,se osservati nel tempo e collegati all’effort effettivamente assorbito.
    Il salto non sta nell’adottare un algoritmo più sofisticato, ma nel trasformare una fotografia periodica nella capacità di anticipare il fabbisogno
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  • SCEGLIERE DOVE PREVEDERE PRIMA DICOSTRUIRE IL MODELLO
    Non tutti i processi si prestano allo stesso modo. Dati disponibili, volumi elevati, attività ricorrenti e una certa stabilità nel tempo fanno la differenza tra un fenomeno che può essere previsto e uno che deve prima essere reso maggiormente osservabile.
    Modellare dove il processo è già maturo, segmentare dove solo alcune componenti sono prevedibili, costruire una baseline dove mancano ancora dati e osservabilità
    . Il punto non è escludere i processi meno maturi ma comprendere come rappresentarli attraverso dati e relazioni osservabili e renderli adatti per l’applicazione di un modello predittivo.
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  • CON L'AI LA RIFLESSIONE SI SPOSTA DA “QUANTO LAVORO UMANO SERVE” A “COME IL LAVORO VIENE RIPROGETTATO E QUALE MODELLO ORGANIZZATIVO LO SOSTIENE”  
    L’impatto dell’AI sul dimensionamento dipende dalla attività di lavoro trasformata e dal presidio umano necessario per i controlli e la supervisione. Per questo non basta misurare il tasso di automazione: occorre considerare anche livello di revisione umana, tipologia di attività trasformate e rework residuo.

Con l’evoluzione verso GenAI e Agentic AI il cambiamento si estende oltre l’effort: si ridisegnano filiere, passaggi di mano, span of control, ruolo degli esperti e punti di controllo. Il dimensionamento diventa quindi uno strumento per leggere non solo quante risorse servono, ma come evolve il modello operativo e organizzativo. 

Insostanza, prevedere non significa conoscere con certezza il futuro. Significaavere informazioni sufficienti per adattare per tempo capacità operativa,organizzazione e scelte di pianificazione.

A completamento del percorso sul dimensionamento, il report propone anche una lettura più ampia delle trasformazioni organizzative legate all’AI. Una survey condotta con l’AI Hub di ABI Lab mostra un’accelerazione concreta: l’82% delle realtà prevede un aumento del budget AI nel prossimo biennio e nel 41% dei casi la crescita attesa supera il 10%.Parallelamente, si stanno consolidando configurazioni organizzative differenti: nelle realtà di maggiori dimensioni emerge più spesso un modello con presidio centrale e “spoke” distribuiti, mentre nelle realtà più piccole prevalgono configurazioni maggiormente accentrate. Evidenze che certificano la necessità di accompagnare l’evoluzione tecnologica con modelli organizzativi, competenze e meccanismi di governo coerenti con scala e maturità dell’adozione.

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Analisti di riferimento

I contatti degli analisti ABI Lab che hanno curato questo Report

Giulio Murri

Giovanni Mazzapioda

Gabriella Manuti

Per approfondire

L’evento di presentazione del report

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