
Giulio Murri
Giulio Murri

Giovanni Mazzapioda
Giovanni Mazzapioda


Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo
Quante volte, prima di metterci in viaggio, guardiamo le previsioni del traffico? Non per sapere con certezza cosa accadrà, ma per capire cosa potremmo incontrare e scegliere per tempo il percorso più adatto.
Nel dimensionamento la logica è la stessa. Quando processi, volumi e modalità di lavoro cambiano continuamente, misurare ciò che è già accaduto non basta più. Il tema diventa anticipare l’evoluzione del fabbisogni e utilizzare la previsione per orientare le decisioni prima che gli effetti si manifestino.
È su questa evoluzione che si è concentrato il percorso di ricerca 2026 dell’Osservatorio Processi e Organizzazione. Emergono alcuni indirizzi chiave.
Con l’evoluzione verso GenAI e Agentic AI il cambiamento si estende oltre l’effort: si ridisegnano filiere, passaggi di mano, span of control, ruolo degli esperti e punti di controllo. Il dimensionamento diventa quindi uno strumento per leggere non solo quante risorse servono, ma come evolve il modello operativo e organizzativo.
Insostanza, prevedere non significa conoscere con certezza il futuro. Significaavere informazioni sufficienti per adattare per tempo capacità operativa,organizzazione e scelte di pianificazione.
A completamento del percorso sul dimensionamento, il report propone anche una lettura più ampia delle trasformazioni organizzative legate all’AI. Una survey condotta con l’AI Hub di ABI Lab mostra un’accelerazione concreta: l’82% delle realtà prevede un aumento del budget AI nel prossimo biennio e nel 41% dei casi la crescita attesa supera il 10%.Parallelamente, si stanno consolidando configurazioni organizzative differenti: nelle realtà di maggiori dimensioni emerge più spesso un modello con presidio centrale e “spoke” distribuiti, mentre nelle realtà più piccole prevalgono configurazioni maggiormente accentrate. Evidenze che certificano la necessità di accompagnare l’evoluzione tecnologica con modelli organizzativi, competenze e meccanismi di governo coerenti con scala e maturità dell’adozione.
Prevedere per decidere: come AI e analytics stanno trasformando il dimensionamento organizzativo
Quante volte, prima di metterci in viaggio, guardiamo le previsioni del traffico? Non per sapere con certezza cosa accadrà, ma per capire cosa potremmo incontrare e scegliere per tempo il percorso più adatto.
Nel dimensionamento la logica è la stessa. Quando processi, volumi e modalità di lavoro cambiano continuamente, misurare ciò che è già accaduto non basta più. Il tema diventa anticipare l’evoluzione del fabbisogni e utilizzare la previsione per orientare le decisioni prima che gli effetti si manifestino.
È su questa evoluzione che si è concentrato il percorso di ricerca 2026 dell’Osservatorio Processi e Organizzazione. Emergono alcuni indirizzi chiave.
Con l’evoluzione verso GenAI e Agentic AI il cambiamento si estende oltre l’effort: si ridisegnano filiere, passaggi di mano, span of control, ruolo degli esperti e punti di controllo. Il dimensionamento diventa quindi uno strumento per leggere non solo quante risorse servono, ma come evolve il modello operativo e organizzativo.
Insostanza, prevedere non significa conoscere con certezza il futuro. Significaavere informazioni sufficienti per adattare per tempo capacità operativa,organizzazione e scelte di pianificazione.
A completamento del percorso sul dimensionamento, il report propone anche una lettura più ampia delle trasformazioni organizzative legate all’AI. Una survey condotta con l’AI Hub di ABI Lab mostra un’accelerazione concreta: l’82% delle realtà prevede un aumento del budget AI nel prossimo biennio e nel 41% dei casi la crescita attesa supera il 10%.Parallelamente, si stanno consolidando configurazioni organizzative differenti: nelle realtà di maggiori dimensioni emerge più spesso un modello con presidio centrale e “spoke” distribuiti, mentre nelle realtà più piccole prevalgono configurazioni maggiormente accentrate. Evidenze che certificano la necessità di accompagnare l’evoluzione tecnologica con modelli organizzativi, competenze e meccanismi di governo coerenti con scala e maturità dell’adozione.



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